Le tre cime di Lavaredo (for dummies)

Premessa

Questo non vuole essere un articolo estremamente tecnico. Diciamo che è il racconto (diviso in 2 parti) di una esperienza un po' diversa dal mio solito genere, che ha richiesto un approccio differente. A partire dall'attrezzatura, passando per la pianificazione  e il "calcolo della sfortuna". Scattare in montagna, quella vera, richiede attenzioni particolari... voglio condividere con voi le mie esperienze. 

 

Il luogo - Le tre cime

Da sempre sciatore e snowboarder, amo molto la montagna. Ma, vuoi per la passione per il mare, vuoi per mancanza di occasioni, l'ho sempre frequentata quasi solo d'inverno, e per praticare i classici sport invernali. 

Per questa gita, quindi, ho deciso di puntare ad un grande classico.... qualcosa di noto e facilmente organizzabile, non troppo lontano, e che mi desse la possibilità di tornare a casa con scatti spettacolari. Tra l'altro, era nell'aria la possibilità di avere in prova una nuova lente, il Samyang 14mm f:2.4 XP...  per cui la voglia di testarlo su una bella via lattea era decisamente forte!

Unendo tutte queste considerazioni, alla fine ho scelto un grande classico: le Tre Cime di Lavaredo.

 tre cime di lavaredo e rifugio locatelli

Attrezzatura fotografica

La mia attrezzatura fotografica è stata quella "standard" che ho più o meno in ogni tour fotografico: 

Siccome il nuovo Samyang 14mm XP non è arrivato in tempo, ho preso il mio vecchio fido 14mm f:2.8, già abbondantemente collaudato (qui su Amazon, e qui la recensione). 

Oltre alla mia attrezzatura standard di cui sopra, essendo in montagna ho aggiunto al corredo il Sony 24-240 (in caso volessi fare particolari o dettagli). Ho inoltre preso con me il filtro Haida Clear Night, per la riduzione dell'inquinamento luminoso. Non mi aspettavo di trovarne, ma visto il peso l'ho comunque portato con me... non si sa mai!

 

Lo zaino

Per me scegliere uno zaino fotografico è stato davvero problematico. Infatti, tutti quelli che ho guardato avevano comunque un sacco di "difetti" (secondo i miei parametri), ed anche un costo abbastanza proibitivo. E questo discorso vale sia per l'utilizzo quotidiano, che per i giri più lunghi. 

Quando ho dovuto scegliere uno zaino, volevo qualcosa che rispondesse a queste esigenze:

  • robusto, ma senza pesare eccessivamente
  • con molte tasche e comparti, per portare l'attrezzatura e gli accessori in maniera razionale e facilmente raggiungibile
  • che mi desse la possibilità di trasportare anche altro, oltre l'attrezzatura (es un pc per quando viaggio, o indumenti di ricambio per le escursioni, ecc)
  • che fosse "modulare": in caso di trekking di più giorni, volevo poter lasciare in rifugio/tenda parte del materiale/indumenti, e potermi portare l'attrezzatura fotografica in giro mentre scattavo

Tutti gli zaini fotografici in commercio rispondo parzialmente ai miei requisiti: gli zaini tradizionali sono molto capienti, ma sono studiati per le reflex... Io ho una mirrorless e spesso lo spazio è sprecato, l'ingombro eccessivo, come pure il peso. Inoltre, gli zaini tradizionali lasciano poco spazio al materiale non fotografico. E se ne lasciano abbastanza, lo fanno in maniera "irrazionale": non ho trovato nessuno zaino che permettesse di estrarre e trasportare comodamente il materiale fotografico, lasciando il resto al rifugio/bivacco. Ce ne sono alcuni che si avvicinano molto, ma a prezzi quasi proibitivi (e a mio avviso, immotivati).

Ho quindi deciso di andare completamente contro corrente, e prendere uno zaino "tradizionale" e adattarlo a zaino fotografico. Ho immediatamente optato per uno zaino di tipo militare, che mi garantiva robustezza ma soprattutto modularità. Infatti, uno zaino con sistema M.O.L.L.E. permette di attaccare e staccare (se necessario), tasche e accessori vari. Questa è stata la mia scelta: 5.11 Triab 18. Lo zaino è piccolo ma capiente, letteralmente pieno di comparti e taschine. Si può portare mono spalla (cosa che trovo assolutamente fantastica!) o usando 2 spallacci. 

Zaino 5.11 Triab nero

Per sistemare macchina e obiettivi ho usato questa custodia imbottita, che sta perfettamente nello zaino e offre la protezione necessaria (unico neo, il velcro di chiusura è un po' corto, ma si allunga in maniera facilissima). 

Ecco così ottenuto uno zaino fotografico che trasporta comodamente tutto, lasciando spazio per pc portatile e indumenti di ricambio. E tutto resta al suo posto. 

Imbottitura interna per materiale fotografico

Perché trovo fantastico uno zaino che possa essere anche monospalla?! Semplice: spesso scatto in condizioni difficili... in bilico su rocce, oppure su terreni fangosi.. a volte addirittura nell'acqua fino alle ginocchia. Non posso quindi appoggiare lo zaino a terra; ma con uno zaino tradizionale diventa davvero scomodo accedere ai comparti interni, quando lo abbiamo addosso. Con il mono spalla, l'unica cosa da fare è "ruotarlo". In questo modo posso accedere comodamente al contenuto, aprendo lateralmente lo zaino quando si trova sulla mia pancia.

Accesso comodo a zaino fotografico monospalla  

Nella dettaglio di questo trekking, lo zaino conteneva tutta l'attrezzatura fotografica descritta sopra.. più la sacca filtri, il portafiltri Haida150mm per il Samyang 14mm, un filtro Haida Clear Night 150x150mm, il remoto per la fotocamera, 4 batterie di ricambio, una torcia frontale, 2 barrette energetiche, 2 pezze per pulire gli obiettivi, un poncho impermeabile in caso di pioggia, e un piumino tipo "100g".  Direi che non ci si poteva lamentare....

 

Mi mancava ancora qualcosa: un paio di maglie di ricambio, un pile per la notte, come pure una sciarpa, guanti e berretta di lana. Per il massimo della modularità ho deciso per un tascapane militare, attaccato in cintura (che arrivato in rifugio ho potuto lasciare in camerata). 

 Tascapane posteriore militare

Il percorso

Il trekking alle tre Cime è un grande classico. Si possono trovare mille informazioni in rete... Ci sono vari percorsi, quello consigliato è di seguire il sentiero CAI 101, e fare il giro dei tre rifugi (Auronzo, Lavaredo, Locatelli). E' possibile pernottare al Locatelli (cosa consigliata se si vuole passare la notte godendosi il lato nord delle Tre Cime, che è sicuramente il più spettacolare. Attenzione, è aperto fino a metà/fine settembre), ma è assolutamente indispensabile prenotare (0474 972002 - 329 6690335). Ci sono varie sistemazioni disponibili, dalla classica camerata alle stanzine.. qui dipende da voi, da quanto volete spendere...e dalla disponibilità delle stanze ovviamente. 

Il percorso è decisamente facile.. pianeggiante fino al rifugio Lavaredo, poi con qualche saliscendi fino al Locatelli. E' un itinerario davvero poco impegnativo, ma non c'è da dimenticarsi che la montagna va sempre e comunque rispettata: controllate sempre le previsioni meteo, non sopravvalutatevi e nel dubbio... chiedete!

Come abitudine, porto sempre con me un GPS da polso: anche se resto sui sentieri, prepararmi in anticipo sulla camminata è buona cosa. Inoltre, mi è capitato di dover rietrare a notte fonda, e un aiuto per ritrovare la strada fa sempre comodo! Io utilizzo da anni il Garmin Foretrex 401: è piccolo, indistruttibile, impermeabile, e consuma pochissimo (usa 2 batterie AAA, le stesse del mio scatto remoto. e questo è molto comodo..). Non essendo un GPS cartografico, non è subito intuitivo, ma fa tutto quello che deve. In caso abbia bisogno di un aiuto "grafico", integro con la app AlpineQuest (solo per Android). Non utilizzo solo questa per il consumo smodato di batteria dello smartphone.

Qui potete scaricare la traccia GPS per l'escursione, e qui la stessa traccia su Google Maps

Come comportarsi al rifugio 

Sembrerà superfluo ma ecco qualche piccola indicazione, vista la maleducazione assoluta che ogni volta tocca sopportare: 

  • Nei rifugi si accede alla zona "notte" solo con le ciabatte. E' vietato salire con gli scarponi. Il Locatelli ne ha alcune a disposizione, ma se vi portate le vostre è meglio.
  • Nei rifugi non si fuma. NEMMENO NEI BAGNI con la finestra aperta. Sembrerebbe superfluo dirlo, eppure...
  • Di notte, il rifugio resta aperto. Quando rientrate tardi, fate poco casino! Spesso in montagna gli altri ospiti hanno la sveglia prestissimo, per iniziare escursioni lunghe. Non disturbateli!
  • Per lo stesso motivo, se dovete usare una torcia per raggiungere la vostra cuccetta... usate una luce rossa, o schermate con la mano (o ancor meglio, entrambe le cose)
  • Per lo stesso motivo, cercate di tenere le vostre cose in ordine, così che entrando ed uscendo non facciate eccessivo rumore
  • Quando uscite a fotografare... cercate di accendere la torcia il meno possibile. Magari non li vedete, ma possono esserci altri fotografi nel buio attorno a voi. Se usate torce (specie a luce bianca) rovinerete il loro scatto. 

Cercate sempre di essere educati e di pensare che non siete soli... Perché altrimenti, prima o poi, troverete un "me" più nervoso del solito, e si finirà per litigare... ;)

I risultati...

Nel prossimo articolo vi parlerò di qualcosa di più tecnico e meno legato all'escursionismo. Eh già, in questa prima parte ho un po' divagato, sperando di fare cosa gradita a chi di montagna è meno avvezzo. 

I grandi maestri riescono a fare capolavori anche sotto casa... Per noi poveri mortali non resta che armarsi di pazienza, tempo e determinazione, e cercare posti meravigliosi. Sapere come raggiungerli... a volte può davvero fare la differenza!

 

Dove acquistare il materiale

Tutto il materiale che ho descritto qui è acquistabile comodamente su Amazon, e su altri siti online. Sicuramente, cercando bene su internet, si possono trovare siti con prezzi migliori... io consiglio sempre Amazon per l'impareggiabile professionalità e affidabilità, oltre alla loro politica sul reso. 

In caso decidiate di comperare qualcosa su Amazon, prendete in considerazione di farlo attraverso uno dei link che ho messo su questa pagina: a voi non costerà nulla in più, ma aiuterete me a mantenere questo blog (cosa che faccio come amatore, e nel mio tempo libero). 
Grazie

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